Si è concluso con successo il 12° World Shakespeare Congress, ospitato dall’Università di Verona in collaborazione con l’International Shakespeare Association. La città di Romeo e Giulietta si conferma come uno dei principali punti di riferimento internazionali per gli studi shakespeariani e per il dialogo tra ricerca, cultura e spettacolo.
L’evento ha riunito circa 500 delegati provenienti da 48 paesi del mondo, offrendo un’occasione unica di confronto tra i maggiori studiosi di Shakespeare e del teatro rinascimentale. A questi si sono aggiunti 100 studenti internazionali della Summer School ‘Shakespeare and the Mediterranean’, alla sua sesta edizione, ai quali è stato garantito l’accesso ai lavori congressuali, favorendo un prezioso incontro tra le nuove generazioni di ricercatori e i più autorevoli specialisti del settore.
La cerimonia inaugurale ha visto la partecipazione delle principali autorità cittadine, accademiche e istituzionali. Hanno portato il loro saluto Alberto Battaggia, presidente della Commissione turismo e cultura del Comune di Verona, il prorettore vicario Giovanni De Manzoni per l’Università di Verona, il presidente dell’International Shakespeare Association Peter Holland, il segretario dell’Isa Paul Edmondson, la presidente della Commissione programma del congresso Beatrice Lei, la presidente del Comitato organizzatore locale Silvia Bigliazzi e il Co-presidente Emanuel Stelzer. La cerimonia si è conclusa con la consegna alle autorità presenti delle medaglie commemorative realizzate e offerte dal Progetto arte Poli, consegnate da Cristiano Ragni, membro del Comitato organizzatore locale.
Anche sul fronte della partecipazione del pubblico agli eventi culturali aperti alla città, il Congresso ha ottenuto un risultato positivo. Le iniziative del Verona Shakespeare Fringe e lo spettacolo “Caesar’s Maze” al Teatro Romano hanno fatto registrare oltre 1.100 presenze
A questi si è aggiunto un pubblico di circa 400 spettatori per il concerto organizzato nell’ambito del programma culturale, dedicato ai madrigali rinascimentali (sotto la direzione di Daniele Boccaccio con l’ensemble Ludus Orionis) e per lo spettacolo “Il vento”, che ha visto la collaborazione del Conservatorio di Verona, Evaristo Felice Dall’Abaco, con l’artista australiana Alys Daroy direttrice della compagnia Shakespeare South.
Al successo internazionale si aggiunge l’approvazione di un progetto di ricerca ed editoriale incentrato sulle fonti shakespeariane, destinato a svilupparsi nei prossimi anni sotto la cura della casa editrice Bloomsbury, per la collana Arden Shakespeare.
Il progetto sarà diretto da Silvia Bigliazzi (Università di Verona), Paul Edmondson (Shakespeare Birthplace Trust) e Jason Lawrence (Università di Hull), con Emanuel Stelzer e Cristiano Ragni quali principali rappresentanti di un board internazionale composto da una decina di eminenti studiosi provenienti da università e istituzioni di tutto il mondo. L’iniziativa rappresenta uno dei più significativi risultati scientifici emersi dal Congresso e testimonia il ruolo di primo piano assunto dall’Università di Verona e dal Centro di ricerca Skenè nella comunità internazionale degli studi shakespeariani. Tra gli studiosi veronesi coinvolti figurano Sidia Fiorato, co-direttrice di uno dei quindici volumi previsti dall’opera, Beatrice Righetti, Marco Duranti e Francesco Dall’Olio, confermando l’inserimento della scuola veronese in un progetto editoriale dedicato a Shakespeare che coinvolge partner di diversi paesi.
Il World Shakespeare Congress 2026 a Verona ha prodotto esiti importanti sul piano scientifico, culturale e istituzionale. L’ampia partecipazione internazionale, la qualità del programma accademico, il coinvolgimento della cittadinanza attraverso gli eventi culturali e i nuovi progetti di ricerca nati durante il Congresso rappresentano risultati significativi, destinati a produrre effetti duraturi nella comunità scientifica internazionale e contribuire al riconoscimento dell’Università di Verona e della città nel campo degli studi shakespeariani.
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