In Italia cresce rapidamente la rete dei parcel locker, gli armadietti automatici per ritirare e restituire gli acquisti online. Una trasformazione sempre più visibile anche a Verona, che pone una domanda: installare più locker basta a convincere i consumatori a utilizzarli?
Nel 2025 in Italia sono stati consegnati quasi 1,2 miliardi di pacchi. Crescono anche le alternative alla consegna a domicilio: secondo AGCOM, nel 2024 erano presenti quasi 9.000 locker, contro 2.783 nel 2020. In quattro anni il loro numero è quindi più che triplicato.
I locker consentono agli operatori di consolidare più consegne nello stesso luogo, con la possibilità di ridurre fermate, costi e consegne fallite. Ma modificano anche il ruolo del destinatario: è il consumatore a scegliere questa modalità e a raggiungere il punto di ritiro.
Proprio sul comportamento del consumatore si concentrano due ricerche condotte dal gruppo di Logistica e Supply Chain Management del Dipartimento di Management dell’Università di Verona, insieme a Iowa State University e Michigan State University. Complessivamente, i due studi hanno coinvolto quasi 2.000 consumatori in sei esperimenti.
Nel primo studio, Unlocking the door: information disclosure framing and consumer characteristics in parcel locker adoption, pubblicato sull’International Journal of Physical Distribution & Logistics Management, abbiamo analizzato come comunicare i benefici dei locker legati a sostenibilità ambientale, sicurezza e convenienza. I risultati mostrano che non basta fornire informazioni: conta come vengono presentate. Evidenziare, ad esempio, ciò che si rischia di perdere non scegliendo il locker – il cosiddetto loss framing – può, in determinate condizioni, aumentarne la propensione all’utilizzo. Inoltre, consumatori diversi non reagiscono necessariamente allo stesso messaggio.
Nel secondo studio, Activating the Consumer: Toward More Sustainable Last-Mile Delivery, pubblicato sul Journal of Business Logistics, abbiamo approfondito come la comunicazione possa “attivare” il consumatore verso modalità di consegna più sostenibili. I risultati mostrano che rendere esplicite le conseguenze della scelta di consegna aumenta significativamente la propensione a scegliere il locker in tutte e tre le dimensioni della sostenibilità considerate: ambientale, sociale ed economica.
Ma non esiste un messaggio efficace per tutti. Rendere esplicite le conseguenze della scelta di consegna ha aumentato significativamente la propensione a scegliere il locker in tutte e tre le dimensioni della sostenibilità considerate: ambientale, sociale ed economica. L’effetto più forte è emerso per la dimensione economica, seguito da quella ambientale e da quella sociale. Per la dimensione ambientale, ad esempio, di fronte a un messaggio sulle possibili conseguenze negative della consegna a domicilio, la probabilità stimata di scegliere il locker raggiungeva il 50% tra i consumatori rurali, contro il 37% tra quelli urbani. Un risultato che mostra quanto il contesto del consumatore possa modificare l’efficacia della comunicazione.
Un locker, inoltre, non è automaticamente più sostenibile. Se per ritirare un pacco utilizziamo l’auto per un viaggio dedicato, parte dei benefici può ridursi. Se invece il locker è vicino a casa, al lavoro, all’università, a una stazione o lungo uno spostamento già previsto, lo scenario cambia.
La sostenibilità dell’ultimo miglio nasce quindi dall’interazione tra efficienza logistica, localizzazione dell’infrastruttura e comportamento del consumatore. Verona, con il suo centro urbano, le aree produttive, comuni di diverse dimensioni e zone rurali, rappresenta da questo punto di vista un interessante laboratorio.
La domanda non è soltanto quanti locker installare, ma dove collocarli, per quali consumatori e come comunicarne i benefici. I parcel locker mostrano che l’ultimo miglio è sempre più un percorso condiviso tra retailer, operatore logistico e consumatore. Per renderlo realmente più efficiente e sostenibile, la tecnologia non basta: passa anche dalle nostre scelte.
Ivan Russo e Ilenia Confente
Dipartimento di Management, Università degli Studi di Verona
Le ricerche
- Rose, W.J., Confente, I., Peinkofer, S.T. e Russo, I. (2025), Unlocking the door: information disclosure framing and consumer characteristics in parcel locker adoption, International Journal of Physical Distribution & Logistics Management, 55(11), 92–117. DOI: 10.1108/IJPDLM-01-2024-0005.
- Rose, W.J., Confente, I., Peinkofer, S.T. e Russo, I. (2025), Activating the Consumer: Toward More Sustainable Last-Mile Delivery, Journal of Business Logistics, 46(4). DOI: 10.1111/jbl.70041.





























