L’Extra sci-fi festival Verona ha fatto tappa anche nell’ateneo giovedì 19 marzo, con la giornata di studi “Le cose. Materie, materiali e risorse (in)naturali nella fantascienza anglofona”. L’iniziativa, organizzata sotto l’egida del dipartimento di Lingue e Letterature Straniere, ha proposto una riflessione articolata su ciò che, nel mondo della fantascienza, supporta l’esistenza materiale dei mondi immaginari e degli esseri che li abitano.
L’evento è stato promosso da Chiara Battisti, docente di letterature anglo-americane del dipartimento di Lingue e Letterature Straniere, insieme al suo gruppo di lavoro e ricerca sulla letteratura e cultura statunitense, composto da Valentina Romanzi, docente a contratto di lingua inglese Beatrice Melodia Festa, contrattista di letterature anglo-americane e Serena Demichelis, docente a contratto di lingua inglese tutti afferenti all’ateneo scaligero.
La giornata ha messo in dialogo diverse prospettive, – dalla letteratura al cinema, dai media digitali alle scienze- restituendo la ricchezza di approcci con cui la fantascienza immagina e costruisce la propria dimensione materiale. I contributi hanno attraversato linguaggi e discipline, mostrando come la materia possa creare mondi credibili e complessi. In questo quadro si sono inseriti gli interventi di Agostino De Rosa, docente di Disegno dell’Università Iuav di Venezia, Davide Navarria, docente di Antropologia culturale ed etnologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Sara Sagrario Pasantes, dottoranda in Lingue e letterature angloamericane dell’Università di Verona, Riccardo Gramantieri, scrittore italiano di narrativa di fantascienza, Elisa Pesce, ricercatrice di letteratura inglese, Antonio Angelozzi, laureando magistrale dell’Università dell’Aquila, e Terrence Maverick, redattore della rivista cinematografica i400 Calci.
Ad aprire i lavori è stato Marco Malvestio, ricercatore in Letterature comparate dell’Università di Padova, che nella sua Keynote Lecture ha approfondito la narrativa dello scrittore statunitense Lovecraft analizzando l’opera Le montagne della follia. “Attraverso un pessimismo totalizzante, in cui si contrappongono vita e non vita – ha dichiarato Malvestio – emerge come per Lovecraft tutte le società siano destinate alla distruzione.”
Nel corso della giornata è emerso come la materia possa diventare protagonista quanto i personaggi, influenzando società, economie e conflitti nei mondi della fantascienza. L’attenzione ai materiali e alle risorse è stata affrontata non solo da un punto di vista scientifico, ma anche simbolico e sociale, evidenziando la ricchezza interpretativa del genere.
Martina Bianchi, tirocinante Univerona news

























