«Mettere in luce la cultura»: sono queste le parole che hanno fatto eco nell’aula magna del Silos di Ponente, al polo Santa Marta, che mercoledì 22 luglio ha ospitato una conferenza nazionale alla quale hanno partecipato direttrici e direttori degli Istituti italiani di cultura all’estero. L’incontro è stato promosso dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale.
A portare i saluti istituzionali e ad aprire l’incontro è stato Matteo Ballottari, prorettore alla Valorizzazione dei saperi: “Il Museo del contemporaneo crea una rete tra le diverse sedi dell’Università di Verona, mettendo in dialogo opere e architetture differenti. Si tratta di uno spazio d’incontro in cui ci contaminiamo e ci lasciamo contaminare dalla cittadinanza. Questa dimensione è stata valutata in maniera eccellente nell’ambito della Valutazione della qualità della ricerca (VQR). Un’attività di terza missione che ha per base formazione e ricerca e tutto ciò avviene in un contesto in cui si respirano arte e cultura, non solo per la struttura in sé, ma anche per le opere d’arte che vi sono esposte”.
È seguito un panel dedicato alla rigenerazione urbana, che ha visto la partecipazione di figure chiave del territorio, tra cui la vicesindaca Barbara Bissoli che ha sottolineato come questo rappresenti un importante esempio di trasformazione urbana a fini culturali e non solo. A partire dal polo Santa Marta, sede principale del museo e cuore pulsante dell’attività di ricerca, il rinnovamento ha interessato l’intero quartiere di Veronetta, grazie ai finanziamenti ottenuti dal Comune di Verona.
Nel suo intervento, Daniela Brunelli, coordinatrice del Sistema bibliotecario di Ateneo, ha invece evocato il passato dell’ex caserma militare con tre parole chiave: «riuso, restauro e ancora riuso». Ha ricordato il valore storico dell’edificio, che nell’Ottocento fu crocevia di importanti scambi. La sua peculiare costruzione è dovuta all’utilizzo di materiali locali, il cui pregio è stato valorizzato dal restauro avvenuto tra il 2009 e il 2015 sotto la direzione dell’architetto Massimo Carmassi. Santa Marta è oggi la culla del Museo del contemporaneo, che ospita oltre cento opere di artisti internazionali, configurandosi come una delle più significative collezioni universitarie italiane dedicate all’arte contemporanea.
A Seguire, Jessica Bianchera, curatrice del Museo del Contemporaneo UniVr, ha illustrato il progetto culturale del Museo e il percorso che, dalla presenza della collezione negli spazi universitari, ha condotto alla costituzione di un centro dedicato all’arte e ai linguaggi della contemporaneità. Nel suo intervento ha evidenziato il ruolo della collezione come punto di partenza per attività di ricerca, sperimentazione, partecipazione e produzione condivisa di conoscenza, sviluppate insieme alla comunità universitaria e in relazione con il territorio.
La giornata è proseguita con una visita alla collezione del Museo, allestita negli spazi dell’ex Provianda. Accompagnati da studentesse e studenti dell’Università nel ruolo di mediatori culturali, gli ospiti hanno attraversato un percorso nel quale le opere contemporanee entrano in relazione con la storia e con l’architettura del complesso di Santa Marta.
MK, tirocinante UniVerona news


































