La città di Verona diventa un punto di riferimento avanzato sul tema della giustizia riparativa, grazie al nuovo accordo che è stato firmato un tra Neg2med, il Centro interdipartimentale di negoziazione e mediazione dell’Università di Verona, e il Centro per la giustizia riparativa del Comune di Verona.
L’intesa si inserisce nel più ampio percorso avviato dall’Amministrazione comunale per la costruzione di un sistema integrato di giustizia riparativa in città. L’accordo con l’Università si aggiunge infatti alla rete di protocolli e collaborazioni già sottoscritti con le principali istituzioni cittadine, con l’obiettivo di disciplinare e rafforzare l’attuazione dei programmi di giustizia riparativa sul territorio, favorendo il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti e garantendo risposte sempre più efficaci ai bisogni della comunità.
Il Neg2med è uno dei soli tre centri presenti nel distretto della Corte d’appello di Venezia, gli altri due sono a Venezia e a Padova. L’obiettivo del centro veronese è di essere un modello in ambito nazionale e internazionale, anche attraverso la promozione di accordi e convenzioni con altri Atenei, enti, ordini professionali, organismi di mediazione e associazioni di professionisti locali, nazionali e internazionali. In base al recente accordo, Neg2Med fornirà percorsi complementari ai procedimenti giudiziari, anche penali, che si focalizzano sulla relazione tra chi ha subito un reato e chi lo ha commesso.
La normativa di riferimento, che ha introdotto in modo organico la giustizia riparativa nell’ordinamento italiano, è un tema di grande attualità nel panorama giuridico nazionale. Infatti, ha raggiunto la sua piena attuazione ad ottobre 2025, con la firma dei protocolli per i centri territoriali di tutta Italia.
La finalità di Neg2med è lo sviluppo della ricerca sui meccanismi di accesso alla giustizia e, in particolare, su metodi alternativi di risoluzione delle controversie, insieme allo sviluppo dell’alta formazione nel campo della negoziazione e mediazione. È proprio su quest’ultimo punto che si focalizzerà il lavoro dell’Ateneo scaligero, che formerà mediatori e costituirà il riferimento scientifico del Neg2med. La collaborazione tra il Centro per la giustizia riparativa e il Centro Neg2med promuoverà inoltre attività di ricerca, formazione e diffusione di buone pratiche, contribuendo allo sviluppo di modelli innovativi di mediazione e alla crescita della cultura della giustizia riparativa sul territorio.
“L’accordo tra il Centro Interdipartimentale Neg2med dell’Università di Verona e il Comune di Verona – spiega il direttore del Centro Neg2med Università degli Studi di Verona Alberto Maria Tedoldi – segna una tappa fondamentale nel percorso di educazione alla cultura del dialogo e della ricomposizione delle fratture sociali, secondo quella che è la vocazione istituzionale, culturale e formativa del Centro Neg2med, simboleggiata dal ponte che compare nel suo logo, che unisce ciò che è diviso e consente l’incontro tra persone, favorito da mediatori chiamati e formati a esercitare e realizzare le virtù di una comunicazione interrelata, aperta e costruttiva”.
“Ai molti fronti di stretta collaborazione tra Comune e Università si aggiunge ora quello della Giustizia riparativa – sottolinea l’assessora alla Sicurezza e Legalità Stefania Zivelonghi –. Fondamentale il ruolo di formazione che l’Università assume: formazione dei mediatori ma soprattutto formazione di una cultura favorevole e di un pensiero di ricerca e approfondimento sul valore di una giustizia che porti alla ricostruzione dei rapporti e all’attenzione alle vittime”.
Con questo accordo, Comune di Verona e Università di Verona rafforzano una collaborazione che coniuga ricerca scientifica, alta formazione e servizio al territorio.
Le informazioni dei corsi sono disponibili al link: https://neg2med.it/area-penale/
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